LA SOLITUDINE DEGLI STUDENTI “SENZA PROBLEMI”


È giusto, se si hanno difficoltà o necessità particolari, bisogna essere aiutati. Niente da dire su questo aspetto, ci mancherebbe altro.

Ma da qualche tempo a questa parte, sembra che ci si sia dimenticati che tutti, a modo loro, hanno delle difficoltà. E che non è necessario avere un certificato medico per poter chiedere aiuto.

Lo studio non è semplice, anche se è dato per scontato che debba venire quasi “naturale” essere bravi a svolgerlo. Sarà che lo facciamo per tantissimi anni della nostra vita, chi più chi meno. Eppure, siamo tutti diversi: nell’aspetto, nel modo di pensare, nella nostra storia privata... quindi come è possibile che il metodo di studio usato a scuola, e che spesso ci viene imposto o per lo meno mostrato come “Il Metodo”, sia effettivamente unico e universale? Perché anche dopo anni e anni di scuola, non si riescono a raggiungere gli obiettivi di studio nel modo in cui si vorrebbe?

Perché siamo tutti diversi. E il metodo che per qualcun altro funziona, per altri può non essere corretto. Sentirsi dire che, per il fatto di “non avere problemi certificati”, allora non si può avere del tempo in più oppure dispense maggiori, a volte può atterrire la persona che si trova in difficoltà: quella materia, o quelle materie, diventano un’ombra scura nella nostra vita scolastica e tutte le ripetizioni che si fanno bastano a tirare fino alla verifica successiva, per poi ricominciare da capo con l’incubo. Non esiste una ricetta magica, né tanto meno precisa, per poter superare senza difficoltà lo studio, ma si può imparare a gestirlo meglio, incrementare le proprie capacità e a renderlo ottimale. Ammettere di avere una difficoltà, non è un fallimento, è un atto di coraggio verso sé stessi: mettersi in gioco e accettare di non essere perfetti ma di poter migliorare in qualcosa, può solo rendere la relazione con la scuola più positiva.

La scuola non è perfetta, così come non lo sono gli insegnanti e gli studenti stessi. Non si può puntare il dito e dire: “E’ colpa loro che non sono bravi a insegnare!” oppure “Non è giusto che loro abbiano dei trattamenti speciali!”,... quello che è corretto è che si cerchi sempre di migliorare la condizione degli studenti, ma essendo tutti differenti, la strada è lunga e difficile! Però, intanto che si attende l’arrivo di una scuola perfetta al 100%, si può cercare di trovare un equilibrio, per viverla con serenità e senza rancore.


Sara Basilico, criminologa, esperta in grafologia dell’arte, nell’analisi del gesto grafico e studentessa di artiterapie espressive, vi aspetta domenica 20 novembre con

L'arte di essere giovani: laboratorio espressivo per ragazzi e genitori.

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