TRA IL DIRE E IL FARE C'È DI MEZZO IL Malessere Aspettative Realtà Equilibrio


Quanto sarebbe bello svegliarsi una mattina, e dire: “Da oggi vivrò meglio!” e riuscirci veramente.

Perché, diciamocelo, tutti immaginiamo di poter, partendo da un punto A, arrivare al punto B senza complicazioni. Oppure, anche se magari il punto B si rivela alla fine fallimentare, ecco che troviamo subito un punto C a cui appoggiarci e lasciarci alla spalle il precedente.

Eppure, quante volte va così?

Quante volte succede che, effettivamente, Hansel e Gretel riescano a sconfiggere la Strega cattiva senza rimetterci neanche la punta dei capelli?

“Da oggi vivrò meglio!” sì, ma meglio come? E soprattutto, cosa vuol dire vivere meglio?! Spesso ci capita di sentire, dai nostri nonni o genitori, frasi come: “Una volta si viveva meglio!”, “Una volta era tutto più facile!”. Forse è vero, o forse no. Spesso ci dimentichiamo che ogni epoca ha i suoi pro e i suoi contro, che è una lama a doppio taglio. Nell’era tecnologica in cui ci troviamo, incappiamo in continuazione in post e foto in cui tutti sembrano: più felici di noi, più ricchi di noi, più soddisfatti di noi. Ed è da uno stimolo come questo che la nostra mente inizia a tormentarci con il concetto del “vivere meglio”, con la necessità di raggiungere questo obiettivo. Ma per arrivare a questa sorta di “Nirvana”, la strada è tortuosa. Forse non ci saranno streghe cattive o draghi, ma qualcosa di ancora più difficile da gestire: noi stessi.


La camicia di forza del nostro essere è la nostra mente: un pensiero, se coltivato, può crescere fino a soffocare gli altri. Se il pensiero poi è negativo, diventa l’erbaccia infestante che rovina i germogli positivi. È quella sensazione di Malessere che sentiamo quando ci alziamo dal letto e pensiamo a quanto vorremmo evitare di andare in ufficio, a fare quel lavoro che proprio non ci piace; è quel Malessere che sentiamo quando il nostro compagno non riesce a capirci, nonostante le mille spiegazioni già dategli; è quell’esame che, per l’ennesima volta, non è andato come volevamo. È quella sensazione di soffocamento che ci pervade, troppo spesso ormai, e che non sappiamo come far andare via. Viviamo la nostra vita basandoci su: orari, tabelle e obiettivi. Eppure le cose non sempre vanno come avevamo attentamente programmato ed entriamo in una sorta di “tilt” esistenziale, dove le nostre Aspettative sono state deluse e dove i nostri piani, così attentamente progettati fino all’ultimo dettaglio, sono falliti. La Realtà è che non tutto va come vogliamo, e nel profondo lo sappiamo bene, ma non vogliamo accettarlo.

Accettare ciò implicherebbe essere coscienti che la vita è un salto nel vuoto, dove tutto o niente può capitare e che, talvolta, riusciamo solo a farci trascinare da questa onda, senza averne il controllo -noi che vorremmo così tanto gestire tutto e tutti- . Potrebbe essere questo che ci blocca dal vivere meglio? Questa paura di affogare nelle acque di un futuro a tratti così incerto? I cambiamenti sono una battaglia con noi stessi. Però sono anche la possibilità di ritornare in superficie, invece di annegare nel malessere. Vivere meglio. Vivere per noi, per essere felici, soddisfatti del nostro quotidiano.

“Come?” rimane il quesito.

La perfezione non esiste. E se neanche il DNA è sicuro al 100%, come fa a esserlo una cosa così meravigliosa come la vita, in cui diversi destini si intrecciano per creare storie sempre diverse? Chiedere a noi stessi di essere la perfezione, può solo imprigionarci e lasciarci a vedere ogni nostro -anche più piccolo- fallimento come un ostacolo al successo. Non è così. Ogni nostra azione, positiva o negativa che sia, ci dà la libertà e il lusso di essere unici, di essere noi stessi, di non lasciarci dettare dalle regole della società. Bisogna trovare un Equilibrio. Il nostro Equilibrio nella vita, che non deve essere dettato dagli altri, ma solo da noi stessi. Quell’Equilibrio che, quando percepiamo del malessere, riusciamo a gestirlo e a migliorarlo, a ricavarne delle lezioni per il futuro, a trasformarlo in esperienza. Quell’Equilibrio che, quando le aspettative che abbiamo su noi stessi sono troppo alte, ci faccia rendere conto di tutto quello che stiamo facendo per migliorarci, di tutti gli obiettivi raggiunti finora. Non solo delle cadute, che sono inevitabili, talvolta. Quell’Equilibrio che ci faccia vedere la realtà per come è veramente: così imperfetta che non è possibile pensare di essere noi il problema. Noi siamo la soluzione, ai problemi. La nostra Realtà è duttile e ogni giorno è diverso dal precedente, soprattutto nelle piccole cose. Eppure queste “piccolezze”, se messe insieme, possono rivoluzionare la nostra vita.

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare.

Ma se il mare è pieno di opportunità, è così negativo che ci sia?


Sara Basilico, Bachelor of sciences and criminal investigation, European Forensic Institute

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